A Lezione di Siciliano con Wind Jet

zu arancino wind jet

zu arancino wind jetUna simpatica iniziativa di Wind Jet, regala un sorriso ai siciliani e agli amanti della Sicilia.

In questi giorni, infatti, la nota compagnia aerea di voli low cost nata nel 2003 a Catania, ha promosso una divertente campagna di comunicazione a tema Sicilia.

Iù sugnu sicilianu!!, lezioni semiserie di lingua siciliana e sicilianità di zù arancinu”.

Come anticipa lo slogan, si tratta proprio di un ciclo di lezioni di dialetto siciliano impartite da un professore d’eccezione, lo zio arancino.

Chi aderirà all’iniziativa e si iscriverà al corso, riceverà gratuitamente sulla propria email 24 lezioni di siciliano.

Il simpatico arancino fritto con la coppola e il baffo siciliano, ogni settimana istruirà i suoi studenti con proverbi, miniminagghi (indovinelli), situazioni, modi di dire, piatti e dolci tipici, fino al 30 giugno 2013!

Ma più che siciliano, bisogna dire che nello specifico si tratta di un corso di Catanese, e lo si nota subito da quel “iù” sugnu siciliano accentato tipico della zona.

La Wind Jet nata proprio a Catania, si concentra quindi sulle sue radici e tradizioni popolari, caratterizzate da una lingua un po’ diversa dal resto dell’isola.

Il dialetto siciliano oggi è correntemente parlato da circa 5 milioni di persone in Sicilia, e a seconda di dove ci si trova assume delle varianti abbastanza significative.

Esiste il siciliano occidentale, diviso tra area palermitana, trapanese e agrigentina; il siciliano centrale, diviso tra le aree nisseno-ennese, agrigentina orientale e delle Madonie; e il siciliano orientale, diviso in area siracusano-catanese, nord orientale, messinese e sud orientale.

Anche l’umorismo che accomuna tutti i siciliani, varia un po’ in queste tre zone.
Un esempio di quello catanese lo si legge subito nella pubblicità del corso di siciliano offerto dalla Wind Jet, che porta l’esempio di alcune frasi tipiche che si sentirebbero a Catania:

«Cu di n’sceccu ni fa n’mulu, u primu cauciu è do so’»

Il proverbio significa che se tratti qualcuno (un somaro) come un mulo (un animale da lavoro di maggiore valore), quindi con più rispetto, sarai ricambiato con un calcio (si spera figurativo).

Poi c’è chi invece si reca in gelateria e dopo aver chiesto una granita con panna, si lamenta della scarsità della porzione, esordendo che “d’a panna ci misi sulu u ciauru” (cioè solo l’odore della panna).

Un corso che quindi non è mirato solo ai non siciliani, ma che con u zù arancinu (che in altre zone sarebbe a zia arancina) può insegnare una variante anche a coloro che abitano nella Sicilia centro-occidentale.

E infatti già 1.700 persone si sono iscritte, con la speranza di diventare siciliani “cca scorcia” (ovvero con la corteccia o con la scorza) grazie a Wind Jet!

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